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NOME DEL PRODOTTO IN ITALIANO

Rossina (Triticum vulgare)

NOME DEL PRODOTTO IN LINGUA LOCALE O DIALETTO (se diverso dall’italiano)

Russulidda

CATEGORIA

Frumento

BREVE DESCRIZIONE DEL PRODOTTO FINALE

E’ un grano tenero che fu molto utilizzato in Italia meridionale per la produzione di farina, caratterizzato da una spiga giallo-rossa aristata e di notevoli dimensioni. Le reste a pianta maturata hanno color rossiccio, cosi come tutta spiga. Raggiunge un’altezza che supera il metro e trenta e si caratterizza per la forte resistenza alle malattie e per una buona capacità di adattamento a diversi terreni. Presenta anche caratteristiche negative come “l’allettamento”- nel mese di Maggio e Giugno, in condizioni climatiche sfavorevoli, il grano può “allettarsi” per la sua notevole altezza – motivo per il quale i contadini locali ne hanno abbandonato la coltura a partire dagli anni ‘70. Tuttavia, nell’azione di recupero di questa varietà di grano ad opera della Pro loco Caselle in Pittari e dell’associazione Terra Madre, sono state sperimentate e sono ancora in fase di sperimentazione, tecniche di coltivazione che precludono il rischio di allettamento. Tra queste la semina dei lupini nel grano (rimedio tradizionale), che consentono alle spighe di trovare appoggio tra i fusti della pianta. L’azione di recupero è iniziata allorchè un contadino locale, tale Michele Pellegrino, ci ha fornito i semi di questa varietà che lui non seminava da diversi anni. Da quelle poche spighe nate nella semina 2008, fino ad oggi, siamo riusciti ad  incrementare la quantità di seme disponibile per continuare la coltivazione e generare con essa le attività necessarie agli scopi della nascente comunità del cibo. Tuttavia, questa varietà, necessita ancora di un’altra semina, per poter poi essere diffusa tra i componenti della comunità. Ad oggi il seme originario è in fase di maturazione presso il campo di gara del Palio del Grano, in un campo che abbiamo chiamato “biblioteca del grano”. L’associazione Terra Madre curerà la mietitura e la messa a dimora anche per la prossima annualità e a partire dalla semina 2013, il grano Russulidda, sarà a disposizione di tutti i componenti la comunità del cibo. L’uso alimentare che viene attribuito alla Russulidda dagli anziani locali, è esclusivamente legato alla panificazione ed alla pastificazione. Sono per questo in corso con i
componenti della nascente comunità del cibo, laboratori sia sulla realizzazione del pane che della pasta. L’uso tradizionale era legato alle produzioni contadine e pastorali, che nel caso del pane vedeva un prodotto impastato a mano con la pasta madre e mai con sola farina “00”. Per la pasta invece, pur essendo un grano tenero, veniva impiegato con ottimi risultati nella realizzazione di cauzuni (ravioli imbottiti con ricotta), lagani (più o meno sarebbero le tagliatelle), fusilli, cavatieddi (gnocchi).