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NOME DEL PRODOTTO IN ITALIANO

Bianchina (Triticum vulgare)

NOME DEL PRODOTTO IN LINGUA LOCALE O DIALETTO (se diverso dall’italiano)

Ianculidda

CATEGORIA

Frumento

BREVE DESCRIZIONE DEL PRODOTTO FINALE

E’ un grano tenero molto coltivato in passato in tutto l’appenino meridionale per la produzione di farina, caratterizzato da una spiga bianca/giallo paglierino aristata e di media dimensione. Le reste a pianta maturata tendono al nero e la spiga si presente invece di colore bianco. Raggiunge un’altezza che supera il metro e trenta e si caratterizza per la forte resistenza alle malattie e per una
buona capacità di adattamento a diversi terreni. Presenta anche caratteristiche negative come “l’allettamento”- nel mese di Maggio e Giugno, in condizioni climatiche sfavorevoli, il grano può “allettarsi” per la sua notevole altezza – motivo per il quale i contadini locali ne hanno abbandonato la coltura a partire dagli anni ‘70. Questa varietà di grano è stata oggetto di recupero da parte della Pro loco Caselle in Pittari e dell’associazione Terra Madre. I semi ci sono stati forniti nel 2008 da Puglia Giuseppe e già dalla prossima semina saranno messi a disposizione dei componenti della comunità del cibo. A differenza della Russulidda, su questa varietà siamo riusciti ad ottenere una quantità importante di grano che ci consente già dalla semina 2012 di poterlo diffondere
e di poter considerare riuscita l’azione di recupero. Attualmente nel campo di gara del palio del Grano, nel campo che abbiamo chiamato “biblioteca del grano”, sono in maturazione circa 40 kg di grano seminati a novembre scorso. Questa varietà di grano si presta molto bene per la panificazione e per la realizzazione di dolci. La sua farina, bianchissima e affiorata finemente,
veniva utilizzata per buona parte dei dolci tradizionali e soprattutto per zeppole e pan di spagna. Con queta varietà di grano abbiamo già sperimentato la panificazione, ottenendo un pane di grande qualità.